Gianfranco Zola è stato nominato coordinatore delle nazionali giovanili di calcio.

Un riolo di cruciale importanza strategica. Il coordinatore lavora sul filo che tiene insieme le selezioni: metodo condiviso, criteri di selezione, continuità tra una fascia d’età e la successiva, rapporto quotidiano con i club che quei ragazzi allenano tutto l’anno. È un lavoro di sistema, di visione e… di futuro.

Zola ci arriva con un precedente specifico, che spesso si dimentica: era il vice di Pierluigi Casiraghi nell’Under 21 e alla spedizione olimpica di Pechino 2008. Poi le panchine inglesi, West Ham, Watford, Birmingham, il ritorno a Cagliari, l’esperienza a Chelsea come assistente di Sarri. Un profilo che si muove tra la cultura calcistica italiana e quella inglese con la stessa credibilità in entrambe, cosa molto rara.

La nomina non è una casella nell’organigramma quindi: si sta scegliendo un metodo, un nuovo approccio. Zola porta con sé una reputazione costruita in trent’anni su due cose che nel calcio vanno raramente insieme, il talento e valori. Per un settore giovanile un riferimento così funziona prima come indicazione educativa e solo dopo come scelta tecnica.

È il tipo di capitale reputazionale che le organizzazioni imparano a riconoscere quando ne hanno bisogno: non si acquista, si somma nel tempo. E quando c’è, orienta la percezione di un progetto molto più di qualsiasi comunicato.

In bocca al lupo, Gianfranco.

Team Beclay