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Mag 27, 2020

Morte di George Floyd: le reazioni delle star NBA

Minneapolis, un poliziotto bianco preme le ginocchia con tutto il peso del corpo sul collo di un afroamericano che, immobilizzato al suolo, implora: «Non riesco a respirare». Un video, minuti interminabili.

In serata, il sindaco di Minneapolis ha comunicato il licenziamento dei quattro agenti coinvolti nell’arresto culminato con la morte di George Floyd. «Questa è la decisione più giusta», ha detto.

L’ex NBA Stephen Jackson era amico fraterno di George Floyd: le immagini scioccanti hanno riacceso un dibattito doloroso.

Cresciuti insieme in Texas, come ha ricordato in lacrime lo stesso ex cestista su Instagram. «Tutti sanno che ci chiamavamo l’un l’altro “gemello”. Era andato in Minnesota per cambiare la sua vita guidando camion, gli avevo mandato due o tre scatole di vestiti, stava facendo la cosa giusta. E voi avete ucciso mio fratello. Ora andrò a Minneapolis, farò tutto ciò che mi è possibile per non far passare la vicenda sotto silenzio».

Alla protesta si sono uniti anche LeBron James e Steph Curry. The King ha pubblicato su Instagram una foto in cui sono affiancate l’immagine del poliziotto di peso sul collo di George Floyd e quella di Colin Kaepernick, giocatore di football americano, inginocchiato durante l’inno nazionale per protesta contro la violenza della polizia americana nei confronti delle minoranze. Scrivendo: «Adesso capite? O siete ancora confusi? #StateAllerta».

Forte presa di posizione anche di di Steve Kerr, capo-allenatore dei Golden State Warriors che, da Twitter, ha espresso tutto il suo dolore e condannato senza mezzi termini un episodio che ha scosso l’opinione pubblica mondiale.