Sembrava in cassaforte e invece, in pochi minuti, da 0-2 a 3-2.
Il Senegal perde testa, bussola e ottavi di finale. Una sconfitta che brucia e fa male.
Soprattutto – e non siamo di parte – perché l’esclusione di Capitan Koulibaly ha pesato molto, soprattutto nei minuti conclusivi.
Un conto, con rispetto parlando, è l’Iraq. Altra cosa è il Belgio.
E non è un caso che la differenza l’abbia fatta Romelu Lukaku: entrato nella ripresa, ha cambiato il volto del match. In gol all’86’, il navigato bomber si è caricato la squadra sulle spalle spingendola fino alla vittoria finale.
Conferma di un vecchio adagio: quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.
Ed è andata proprio così perché il Belgio l’ha vinta per merito dell’esperienza del suo tecnico, Rudi Garcia, e dei suoi uomini più fidati.
Dopo Lukaku, Tielemans: sue la rete del pareggio (89’) e dal dischetto, allo scadere del secondo tempo supplementare, quella della vittoria.
Finisce così, nel modo peggiore, il mondiale del Senegal.
Una performance complessiva al di sotto delle aspettative e macchiata dalle infinite polemiche e rumors che hanno caratterizzato il ritiro del New Jersey.
In attesa di comunicazioni ufficiale della FSF, in bilico la posizione di Pape Thiaw.
Ora per Kalidou qualche giorno di vacanza con la famiglia prima di iniziare la preparazione della prossima stagione nel ritiro austriaco del suo Al Hilal.



