La Mondadori di Cosenza è un luogo in cui i libri prendono vita attraverso i lettori che la frequentano: una community attiva che condivide la passione per la parola, la lingua e le lingue e che viene accolta, sempre, dal sorriso di Silverio Curti e Carlo Pagliusi: librai.

E sono poche le cose più belle di una libreria piena di studenti.

Per questo è stato un grande successo la presentazione di “Ferdinand De Saussure. Storia di una teoria del linguaggio”, importante lavoro di studio e ricerca firmato da Emanuele Fadda e Giuseppe Cosenza per Carocci.

La risposta del pubblico non era poi così scontata vista la complessità tecnica degli argomenti trattati dai due docenti di Linguistica e Filosofia del linguaggio dell’Università della Calabria.

Un’opera, come si legge nei ringraziamenti dei due autori, che parte da un’avvertenza che è una dichiarazione di passione alla ricerca: «il libro è stato scritto insieme dai due autori, fianco a fianco, dalla prima all’ultima riga» e, come ha sottolineato Fadda nel suo intervento, «è venuta fuori in settanta giorni e decine di km percorsi sul ponte che collega i vari dipartimenti del Campus di Arcavacata, sede principale dell’Università della Calabria».

Di questo e tanto altro i due autori hanno dialogato con Anna De Marco e Mariagrazia Palumbo: con leggerezza. Senza dimenticare nulla e nessuno: la professionalità, la passione e la pazienza delle amiche bibliotecarie, il maestro Daniele Gambarara, i colleghi che, prima di loro e spesso da prospettive diverse, si sono immersi nell’analisi critica dell’opera di Ferdinand De Saussure, linguista ginevrino conosciuto in vita soprattutto come indoeuropeista ma la cui immagine, in questo testo, viene ribaltata attraverso una ricerca costante ma non lineare che parte dai suoi «primi ingenui articoli» fino alle sue ultime lezioni di linguistica generale.

L’evento è stato coordinato da Igino Camerota che ha voluto sottolineare la capacità dei due autori di aver reso i temi trattati «comprensibili e interessanti anche per i lettori non specialisti» e di aver trasmesso una «profonda curiosità verso uno studioso che ha vissuto una vita interessante e resa intensa dai tanti luoghi e persone di cui si è caratterizzata».

Perché, ha sottolineato Cosenza, «De Saussure si nutriva del rapporto con i suoi studenti con i quali riusciva a stabilire delle relazioni umane attraverso un approccio che, per noi docenti di oggi, è una significativa eredità».

Una sensibilità che ha poi portato alla chiusura della giornata con il ricordo del professor Cosenza di Paolo Gencarelli, studente Unical e libraio, a cui la libreria Mondadori ha dedicato il suo garbato spazio presentazioni: ieri, gremito.